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Backup o un Disaster recovery?

In questo articolo riprendiamo ed approfondiamo l’argomento precedente: salvataggio e conservazione dei dati.

Il primo indispensabile passo è l’individuazione di un “luogo” dove potere conservare in modo sicuro i dati sensibili.

Certamente la soluzione che sta riscontrando maggior successo è l’utilizzo di Cloud; per le aziende, infatti, costruire un ambiente sicuro ed adatto alla conservazione dei dati direttamente presso la propria sede è diventato sempre più oneroso e difficile.

Come funziona il servizio di backup in cloud?

Una volta individuato un fornitore (normalmente un Service Provider) è necessario noleggiare uno spazio chiamato “cloud repository”:  spazio la cui attivazione consiste nel rilascio delle “credenziali di accesso” ad una console di gestione.
Ecco che, in pochi minuti, grazie al funzionamento di un singolo server, sarà possibile configurare un’infrastruttura cloud pronta ad eseguire il backup richiesto.

Per rende ancora più semplice il collegamento, una funzione del software di interconnessione detta “cloud gateway” permette il trasferimento dei vostri dati in modo sicuro attraverso una connessione SSL/TLS che, utilizzando una singola porta del firewall, ci consente di non dovere realizzare una connessione VPN (rete privata virtuale).

E il Disater recovery in cloud?

Per i clienti più esigenti e per tutte le aziende che necessitano di una continuità del sevizio è possibile attivare soluzioni specifiche che consentono la conservazione dei dati sensibili anche in situazioni in cui subentra un guasto delle risorse principali.

Grazie a software innovativi è possibile configurare e mantenere in modo semplice un ambiente sicuro per ospitare server virtuali in standby, ottenendo: 

  • riattivazione veloce e flessibile di server virtuali specifici o dell’intera infrastruttura
  • certezza del ripristino delle attività (annullando il rischio della perdita di dati)
  • riconfigurazione automatica dei parametri di rete per permettere il funzionamento dei server virtuali in caso di disaster recovery a prescindere dalla loro posizione

Il prerequisito necessario è: disporre di un software di virtualizzazione.

Il traffico di rete viene crittografato per la gestione, la replica, la comunicazione tra server virtuali e per trasmettere i dati in modo protetto, tramite il protocollo SSL/TLS.
Anche in questo caso non si rendono necessari la configurazione ed il mantenimento di connessioni VPN e neppure serve l’apertura di ulteriori porte del firewall.

Inoltre grazie all’accelerazione WAN integrata è oggi possibile utilizzare queste funzionalità con basso impegno di ampiezza di banda Internet.

Chi ha tempo non aspetti tempo!

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